Homepage Il comune Servizi Turismo e tempo libero Cultura e storia Associazioni Sportello virtuale Contatto  
  Comune di Orselina | Monumenti storici | Madonna del Sasso
 


 •
 •
 •
 •

 


Oratorio di San Bernardo
Madonna del Sasso
Chiesa Parrocchiale
Castello Bernese

 

 

 

 

 

 

 

 

 


la meridiana sulla facciata del Convento che dà sul piazza le della basilica.

 


ex-voto dipinti dal valmaggese Giovanni Antonio Vanoni (1810-1886), testimonianze di storia, fede e arte (olio su tela).

 


Veduta parziale del Museo del Santuario, ricavato nella "Casa del padre", la parte più antica
del complesso conventuale, come si evince dalle arcate affrescate.

 

 


Dalla fine del 1400 la storia di Orselina si intreccia con quella del Santuario della Madonna del Sasso. È una storia tipicamente religiosa, che suscita un interesse dapprima locale - locarnese e ticinese - per poi espandersi a sud e in parte a nord fino all'apogeo, raggiunto nell'Ottocento in coincidenza con l'arrivo al Sasso dei frati cappuccini, con la nascita della nuova Diocesi di Lugano e con l'incremento del


turismo. La crescente devozione per la Vergine Maria, suscitata dal Santuario, dà vita a un flusso di pellegrinaggi individuali e collettivi di grandi proporzioni fin dopo la metà del Novecento. Nei secoli la fama della Madonna del Sasso si è diffusa in Europa (ancora oggi è visitata da decine di migliaia di persone ogni anno, provenienti soprattutto da Italia e Svizzera, ma anche da Germania,


interno della basilica del Sasso

Austria e altri Paesi) ed anche negli Stati Uniti, in particolare a Salinas, California, dove nel 1952, per iniziativa di emigranti ticinesi, è stata edificata una chiesa dedicata alla Vergine del Sasso. Il punto di più alto interesse è raggiunto nel 1949 - dal 3 marzo al 3 luglio - quando il Ticino vive un grandioso evento storico di fede e devozione mariana, che parte dal Sacro Monte di Orselina. L'effige della Madonna del Sasso viene portata in processione in tutti i villaggi del Ticino, fino alle località più sperdute, accolta ovunque con manifestazioni di profonda religiosità. Visita le parrocchie, le chiese e gli oratori, entra negli asili, nelle scuole, nelle carceri, caserme, fabbriche, stabilimenti, sosta tra gli operai dei cantieri. È l'anno della "grande Visita", un evento di enorme portata popolare e religiosa, che contribuì in misura decisiva a promuovere e radicare tra i ticinesi l'attaccamento alla Madonna del Sasso e a quello che da questo momento diventa il loro Santuario per eccellenza. Nel 1980, per la ricorrenza del quinto centenario dell'insediamento al Sasso, l'effige della Vergine lascia nuovamente il Santuario per essere portata nei Centri vicariali della Svizzera Italiana, Diocesi di Lugano e Mesolcina. Qualche decennio prima la Madonna del Sasso era stata proclamata Patrona del Ticino dal Vescovo Aurelio Bacciarini.

Visita al Sacro Monte
Una funicolare, costruita nei primi anni del Novecento, porta fin sopra il Santuario. Ma sul piano funzionale, più che storico, un'ordinata visita al complesso del Sacro Monte della Madonna del Sasso va compiuta a piedi, partendo dal basso, da Locarno. Richiede un'oretta ed è cadenzata dalle varie realizzazioni religiose. È la tradizionale strada dei pellegrini, secolare e un tempo molto conosciuta. Da Largo Zorzi si passa davanti all'ex Convento dei Cappuccini dei Santi Rocco e Sebastiano, oggi collegio Sant'Eugenio, e all'Hotel Belvedere per giungere ad un ponticello su uno dei rami della Ramogna. Appena al di là del ponte sorge una casa dove, in una nicchia ricavata nella parete, vi è la bella statua dell'Immacolata. Proseguendo per breve tratto si incontra la chiesa dell'Annunciata, fatta costruire da Fra' Bartolomeo d'Ivrea, fondatore del Sasso, qui sepolto, e consacrata nel 1502. Il piccolo edificio è stato raccorciato nel 1814 per formare il piazzale delle processioni, e nel 1883 è stato restaurato in stile neogotico con la distruzione di una parte degli affreschi della cupola, raffiguranti la Pentecoste. L'edificio è internamente spartito in due campate a crociera, sormontato da una cupola e contraddistinto da un'abside semicircolare con l'altare. Sulla parete nord del coro si nota un affresco rinascimentale di ottima qualità, raffigurante una Madonna in trono che regge con una mano il Bambino e con l'altra un libro entro una composizione architettonica. Risalente al 1522, esso è stato attribuito al Luini o al Bramantino. Sulla parete sud della navata si trova un affresco di Gesù nel tempio, risalente al 1600 circa. L'altare barocco in legno comprende una statua dell'Immacolata, seconda metà del '600. Sulla sinistra, poco discosta dalla chiesa, c'è una cappella ottocentesca con la statua di San Giuseppe col Bambino. Subito dopo questa edicola sorge un arco, detto Porta trionfante, che riportava le parole del Vangelo: "Benedictus qui venit in nomine Domini". Sotto l'arco si apre la cappella della Visitazione con il gruppo in terracotta raffigurante la visitazione della Vergine a S. Elisabetta. È attribuito a Francesco Sala o a Francesco Silva e risale alla metà del '600. Qui comincia la strada della valle, il collegamento più antico con il Monte. Sulla sinistra vi è l'edicola dell'estasi di Fra' Bartolomeo quando, secondo la leggenda, ebbe la visione della Vergine con il Bambino. Il dipinto è di Pompeo Maino di Lugano e risale al 1920. Da qui, proseguendo lungo la strada, inizia il percorso della Via Crucis, che si distacca sulla sinistra. Continuando lungo la via intrapresa, a circa un quarto del percorso, si incontra un piccolo portico dove, nel 1877, il Vanoni dipinse la Sacra Famiglia. Lasciato il portico, la valle si restringe, la strada curva a sinistra e qui sorgeva il tabernacolo-fontana con la statua dell'estasi di San Francesco, che oggi si trova in una nicchia al portone d'ingresso del Convento. Salendo ulteriormente, si incontra la cappella della Natività e dei Magi. È un pallido documento dell'antico splendore del Sacro Monte, poiché ha subito notevoli rifacimenti dentro e fuori. Nel 1888 venne dimezzata per accogliere, al piano superiore, le statue della demolita cappella dell'Adorazione dei Magi, che sorgeva poco oltre. Le attuali statue non sono più quelle originali, attribuite a suo tempo a Francesco Silva (3). Non rimane purtroppo traccia alcuna tanto della cappella di San Carlo quanto della nicchia con la Madonna del Sasso. Al termine della strada della valle esiste tuttora, protetto da un annoso tiglio, il pilone con l'affresco della Crocifissione. Accoglieva originariamente un dipinto attribuito ad uno dei pittori Orelli, ridipinto nel 1863 da G. A. Vanoni. Puntando verso l'ingresso del Santuario si nota, incavata nella parete del Convento, la nicchia-fontana con la statua di S. Francesco, eseguita su disegno di Giovanni Maria Fossati di Arzo alla fine dell'Ottocento.